LA RIVOLUZIONE E’ FINITA, ABBIAMO VINTO.

Amadeo Ricucci

5.
Amedeo Ricucci detto Carino, calabrese, da molti anni lontano da Bologna, ora inviato di guerra della RAI. Quando va in Arabia non va d’accordo con gli arabi, quando va in qualsiasi altro posto non va d’accordo con quelli del posto. E’ un randagio che gli girano i coglioni appena uno dice che “combatte per la libertà”, ma anche che combatte “contro i nemici del suo paese”, ma anche qualsiasi cosa somigli a “tu del nostro paese non capisci un cazzo”, (ma poi vuole farsi intervistare).
Insomma non si sa come Carino riesca a portare a casa il lavoro. Adesso ha in mano una foto dove non si capisce niente, comunque ci sono tre persone piccoline, l’ultimo a destra è lui a 20 anni con una spranga sotto il giubbotto (si vede e non si vede).
E’ in Piazza Verdi nel 1977, quando centinaia di reporter vennero a sentire perché Deleuze e Guattari consideravano Bologna uno stupefacente rhizome.
Carino: Amedeo disse così a Guattari prima di spaccargli la faccia per la sua timida e insopportabile supponenza. Oggi Carino ha un blog di giornalismo, e lo usa come una spranga. Questa foto l’ha voluta un giorno che è tornato dalla Siria. Ha per fondo il muro di una chiesa costruita a metà dall’incompleto architetto Dalloc, a cui Carino è affezionato per motivi che lui sa e noi no.