6.
Non voglio che qualcuno guardando questa foto si faccia delle idee sbagliate.
Lo spolverino bianco l’ho usato in gioventù, in combattimento, e non ho mai cambiato taglia. Voglio che mi guardiate con serenità come io sto guardando voi con serietà.
La questione di Bologna e della sua avanguardia? Sta così: quando misi sul volto la prima volta questa maschera guidavo un gruppo di 50 tipi che presero d’assalto il carrello dei bolliti del ristorante Diana pagando 200 lire a testa. Autoriduzione. Era il 1975. Ho guidato più rivolte io di Masaniello, venivano a studiare le mie mosse da Berlino e da Parigi. Faccia d’ananas faceva scuola, la usai nel 76.77.79.81.
Allora avevo centinaia di uomini al mio comando, ero proprio in forma, anche se mi feci un bel po’ di galera. Ma c’è un tempo per tutto, mi sono definitivamente innamorato nel 1990 di Jonka Radevic, bella e cattiva quanto basta. Iniziammo insieme una carriera di pokeristi. Abbiamo spennato più polli dell’Aia.
Poi sono successe delle cose confuse, mi sono iscritto al partito che mi aveva perseguitato, mi sono occupato di urbanistica espansivista, ho fondato un’associazione un po’ di destra un po’ di sinistra. Questa è la mia età dell’ananas, Jonka è invecchiata splendidamente, l’avanguardia è malvista, è ora di normalità, ho detto ai miei di sciogliersi, non hanno obbedito.
Mi chiamo Diego Ben, e questo lungo muro bianco vorrà ben dire un inizio.
