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Qualunque filmetto con protagonisti bambini indemoniati non rende in alcun modo il paragone con Leo. Non lo rende per il semplice fatto che Leo Zanzi non è posseduto da nessuna entità, ma è l’entità. Al Dipartimento di Fisica di Bologna Leo è stato studiato nei dettagli come fosse un isotopo di radon, hanno calcolato la curva di decadimento della sua radiazione, la sua emivita, è stata indagata la luce che emana, la sua brillantezza, intensità e geometria. Infine si è arrivati al punto: come Leo prenda per mano la mamma Monica e la trascini a suonare 35 diversi campanelli con lo scopo di ricostruire la mappa africana del maestro Mario Zanzi, suo babbo. Leo sa che ogni scampanellata coincide con un pezzo di una mappa che avvolge un sasso. L’entità vuole che ogni pezzo di mappa sia stato consegnato personalmente da Mario Zanzi a 35 diversi musicisti. La mappa è l’esito della sua missione nel deserto in cerca delle pietre che suonano. Nel 2013 Leo compone da 35 pezzi 15X23 la Nouvelle Carte D’Afrique del maestro Zanzi. Questo avviene nel rispettabile tempo di 1 minuto e 12 secondi. I professori battezzano l’inspiegabile come geomanzia acufonica. Leo è ora in grado di fare suonare tutti e i 35 pezzi della mappa africana.
La sinfonia si attiva al suo sorriso, i professori sostengono che sia Angelica.
