LA RIVOLUZIONE E’ FINITA, ABBIAMO VINTO.

RONCHI LOW OK

9.
Rocky Horror, ex-plenipotenziario assessore alla cultura di Bologna. Un pagano. Se il dio Pan è morto lui non se ne è accorto. Viaggia ad alta quota con i suoi Sid Vicious e Johnny Rotten, l’aereo è un volo kamikaze proveniente da Anarchy in The Uk e diretto sul bersaglio meno difeso della città: la sua stessa leggenda culturale.
I due Sex Pistols aspettano ordini sull’altro lato. Lo scatto è stato imposto da lui: con postura da scolaretto, sullo sfondo di vati e ninfe del mausoleo Carducci, ove sente uscire energia sufficiente a teleguidare Anarchy in The UK sul calore del bersaglio. Tutto ciò che assomiglia a una democratica spartizione di caccole culturali sarà annientato. Tutto ciò che abbia il minimo sentore di inclinazione conservatrice, dalla destra cristiana più cavernicola alla sinistra cavernicola più partecipazionista, verrà processato dalle avanguardie e ghigliottinato. Rocky Horror è Attila, è Bonaparte, è Bond, non è un bolognese. Gli autoctoni lo odiano perché impuro. La stupida leggenda culturale di Bologna La Rossa sarà polverizzata dal nero vinile meteora dei Sex.
I primi restino i primi e gli ultimi cambino mestiere”.
E’ la voce di Rocky? O del poeta.